Che cos’è
Il D.Lgs. 231/01 ha introdotto per la prima volta la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, stabilendo che le società diventano responsabili per i reati commessi nel loro interesse da soggetti posti in posizione apicale o da questi dipendenti.
Dal 2001 ad oggi i reati sono stati aumentati ed integrati così come le sanzioni e responsabilità.
I reati attualmente considerati nell’ambito del D.Lgs 231/01 e smi sono:
- Reati contro la Pubblica Amministrazione:
- Corruzione di Pubblico Ufficiale o di incaricato di pubblico servizio – malversazione a danno dello Stato o di altro Ente Pubblico – truffa aggravata ai danni dello Stato o di altro Ente Pubblico – frode informatica ai danni dello Stato o di altro Ente Pubblico.
- Reati societari:
- False comunicazioni sociali -falso in bilancio -falso in prospetto -impedito controllo illecita influenza sull’ Assemblea -aggiotaggio -ostacolo alle funzioni delle Autorità Pubbliche di Vigilanza -illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante -operazioni in pregiudizio dei creditori.
- Reati in materia di salute e sicurezza dei lavoratori:
- Delitti di omicidio colposo e lesioni colpose commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sui lavoro.
- Reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita:
- I reati di cui agli articoli 648, 648-bis e 648-ter del codice penale.
- Reati in materia di violazione del diritto d’autore.
- Altri reati:
- Disposizioni per la tutela del risparmio e disciplina dei mercati finanziari – falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo -delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell’ ordine democratico -pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili –delitti contro la personalità individuale.
- Estensione della Responsabilità Amministrativa contenuta in altre leggi:
- Reati contro l’ambiente
- Corruzione privata.
Le misure cautelari e le sanzioni previste sono ampie ed importanti.
Le misure cautelari sono:
sequestro penale: preventivo, probatorio, conservativo.
Il P.M. può richiedere misure cautelari applicando una delle sanzioni interdittive:
- Interdizione dall’ esercizio dell’attività;
- Sospensione o Revoca delle autorizzazioni, licenze, concessioni;
- Divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione;
- Esclusione da agevolazioni e finanziamenti;
- Revoca di quelli concessi;
- Commissario giudiziale per la prosecuzione dell’attività dell’ Ente.
Per quanto riguarda, invece, le sanzioni previste il D. Lgs prevede che l’ Ente risponda con il proprio patrimonio. Prevede inoltre la responsabilità diretta ed autonoma, non solidale rispetto a quella dell’ autore del reato che sarà sottoposto a procedimento penale.
Le sanzioni pecuniarie sono per quote dal minimo € 25.800,00, al massimo € 1.549.000,00
Le sanzioni interdittive sono previste all’ art. 13 quando:
- l’ Ente ha tratto profitto di rilevante entità ed il reato è stato commesso da soggetti apicali;
- il reato è commesso da sottoposti e determinato o agevolato da gravi carenze organizzative;
- nel caso di reiterazione degli illeciti;
E’ inoltre prevista la confisca del prezzo o del profitto del reato nonché la pubblicazione della sentenza a spese del soggetto giuridico.
In caso di reato l’azienda può non essere responsabile
L’Ente non è responsabile e quindi non risponde di nessuna accusa se prova che:
- l’ Organo Dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie verificatasi;
- il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli, di curare il loro aggiornamento, è stato affidato ad un Organismo dell’ Ente dotato di autonomia di poteri, di iniziativa e controllo;
- le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e di gestione;
- omessa od insufficiente vigilanza da parte dell’Organismo di controllo;
- le persone che hanno commesso il reato hanno agito nell’ interesse esclusivo proprio o di terzi.
Cosa deve fare un’azienda per tutelarsi
L’azienda non risponde dei suelencati reati se prova che:
- l’Organo Dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie verificatasi;
- il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli, di curare il loro aggiornamento, è stato affidato ad un Organismo dell’Ente dotato di autonomia di poteri, di iniziativa e controllo;
- le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e di gestione;
- l’Organismo di controllo non ha vigilato o ha vigilato in maniera insufficiente;
- le persone che hanno commesso il reato hanno agito nell’ interesse esclusivo proprio o di terzi.
L’azienda, quindi, che intende tutelare la propria personalità giuridica deve progettare, formalizzare ed implementare un Modello di Organizzazione e Gestione, che definisca chiaramente i seguenti punti:
- individuare le attività a rischio reati presupposti;
- prevedere specifici protocolli per la formazione e l’attuazione delle decisioni dell’Ente nelle attività a rischio;
- individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati presupposti;
- istituire un autonomo Organo di Vigilanza e Controllo sull’osservanza dei modelli;
- introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel Modello;
- introdurre verifiche periodiche sull’efficacia del Modello;
- modificare il Modello qualora vengano scoperte violazioni delle prescrizioni o si realizzino significativi mutamenti nell’ organizzazione e/o nelle attività.
SEMBRA DIFFICILE….. MA NON LO E’!
Cosa può fare la Nadir per Te e la Tua azienda
La Nadir può svolgere tutte o parte delle seguenti attività:
- identificazione dei rischi potenziali e mappa delle attività a rischio
- creazione del modello organizzativo (parte generale + parte speciale)
- predisposizione delle procedure interne specifiche per i diversi processi aziendali
- organizzazione del sistema di deleghe e responsabilità
- definizione del sistema disciplinare
- formalizzazione di tutta la documentazione:
- codice etico
- modello organizzativo
- procedure (integrate con altri sistemi aziendali se presenti)
- sistema di procure e deleghe
- sistema disciplinare
- codice comportamento
- regolamento Organismo di Vigilanza
- assunzione di incarichi come membro dell’Organismo di Vigilanza comprendo tutte o parte delle funzioni.
Non esitare a contattarci anche solo per dubbi o consigli.